Giuseppe Tupputi

Giuseppe Tupputi ha 43 anni ed è nato a Barletta.

È responsabile della segreteria di Presidenza della Municipalizzata Bar.S.A., che si occupa di servizi ambientali in città, oltre che dei servizi di Pulizia e Custodia degli Immobili Comunali e del Servizio dei Tributi Minori.

La passione per la politica lo spinge in campo a soli 18 anni, quando viene eletto consigliere comunale a Canosa di Puglia.

Quella per lui è una palestra dove inizia a costruire la sua esperienza che nel 2002, a 25 anni, lo porta all’elezione nel Consiglio Comunale di Barletta, nelle liste dei “Socialisti Autonomisti”, insieme al sindaco Francesco Salerno, avviando quella che per la città è stata una stagione indimenticabile, di cambiamenti e di crescita.

Rieletto nel 2006 con “I Socialisti”, aderisce successivamente al neonato PD e dagli scranni del Consiglio Comunale passa nell’esecutivo della giunta del sindaco Nicola Maffei, con le deleghe al Bilancio, alla Polizia Municipale, alla Mobilità, al Patrimonio e Demanio e al Personale. Di quel periodo ricorda con particolare orgoglio il bando di mobilità interna della Polizia Municipale che ne incrementa il personale, l’avvio dei lavori per la realizzazione della tensostruttura sportiva affianco al Manzi-Chiapulin, l’attivazione della prima connessione Internet gratuita con sistema wi-fi nei Giardini del Castello.

Importante è stato il suo apporto al centro di assistenza fiscale Eurocaf, creato e gestito da papà Salvatore e da sua sorella Rosa, del cui consiglio di amministrazione Giuseppe è componente. È inoltre presidente dell’organizzazione sindacale Conf.a.l.p., che oggi conta 35.000 iscritti in Puglia e oltre 100.000 in tutta Italia, molti dei quali sono pensionati e lavoratori agricoli.

Si laurea in Economia e Management, suggellando quanto imparato sul campo e con l’esperienza.

Giuseppe ha deciso di candidarsi alle elezioni regionali 2020 a fianco del Presidente Michele Emiliano perché è convinto che chi affronta quotidianamente i problemi delle persone, dei pensionati, delle lavoratrici e dei lavoratori, debba avere il coraggio di metterci la faccia e di essere parte integrante del processo decisionale.